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lunedì 11 aprile 2016

Trilogia della regata


Un mare da scoprire, il Mediterraneo, una vecchia barca in perenne manutenzione, Duna, una coppia in viaggio, Carlo e Manuela. 
I racconti ironici delle loro avventure, e soprattutto disavventure, sparse tra le Baleari a ovest e Istanbul a est. Del blog che da anni descrive il loro vagabondare estivo, While Slowly Going Nowhere, questo libro raccoglie il meglio, integrandolo con undici racconti inediti. 
Trentatré storie piene di mare, di vela, di isole non troppo lontane, di amici conosciuti in porti remoti. Sullo sfondo il vento, che quando è poco non va bene, ma quando è troppo è troppo, le rade deserte, che se non c'è nessuno ci sarà pure un motivo, i garrocci, che son tanto belli in foto quanto scomodi in navigazione...

Fin qui la recensione ufficiale di questo bel libro di racconti di mare, scritto da Carlo E. Peris,  ma adesso sentiamo qualcosa anche dalle parole dell' autore che ha scritto su una famosa mailing list di Velisti in risposta ad un amico che aveva segnalato il suo bel libro.



"... confermo che sarà presentato al porto di Pisa, per la precisione sabato 16 Aprile alle 21.30. Aggiungo una data romana, all' Archivio14 (si chiama così) il 21 aprile.
Confermo anche che la barca si chiama Duna (nome precedente all'uscita nella Fiat) ed è un Serenity, 10.60, varato nel 1981. Il motore è ancora quello originale, il glorioso mb180 Nanni Mercedes, così come le vele di prua, a garrocci e terzarolabili...
Brevemente, per quanto riguarda il libro.
Da circa 5 anni raccolgo nel blog i racconti delle nostre (dis)avventure, cercando di esorcizzare con l'autoironia le innumerevoli figure barbine collezionate a spasso per il Mediterraneo. Ovviamente non tutte le storie sono ugualmente meritevoli. Parallelamente alcune vicende non sono mai state raccontate, mai scritte o anche, semplicemente, mai pubblicate.
Da qui l'idea di fare un libro in cui risistemare i migliori racconti già editi dando loro un contorno "storico-geografico" e aggiungere i migliori di quelli rimasti finora, per motivi di tempi e di spazio, inediti.
In tutto una trentina di storie, più un sintetico "glossario" per terrazzani, in 182 pagine.

Il libro è totalmente autoprodotto. Dopo un'iniziale, oserei dire fulminante prevendita in crowdfunding su Produzioni dal Basso, l'ho dato alle stampe con Youcanprint..."

ed ancora: 

"... il fatto di essere un geologo ha giocato una parte importante in questa storia, perché io e Manu ci siamo conosciuti e innamorati a un master di geoarcheologia. Da qui a capire perché, una volta capitati in Grecia, siamo rimasti lì (questa che viene è la quarta stagione da quelle parti) il passo è breve.

Il primo anno Olimpia; il secondo Egina, Delo, Samos; il terzo Delfi, Troia, Istambul... e quest'anno forse, spero, Creta.

Arrivare da mare nei luoghi che per millenni da mare sono stati approcciati, seguire le antiche rotte fatte di navigazioni a vista, guadagnarsi ogni miglio sentendo di essere solo l'ultimo marinaio di una stirpe che affonda le proprie radici nella preistoria... beh, per noi già da se basta e avanza come nutrimento dell'anima.

Poi c'è l'aspetto razionale: vento quanto ne vuoi (a volte anche un po' di più), centinaia di isole e ridossi, porti scalcagnati ma gratuiti o estremamente economici, popolazione ospitale e grande cultura marinara. Aggiungerei che in agosto in giro per tutte le Cicladi ci sono meno barche di quelle ancorate nella sola rada del Frontone a Ponza.
Ora, intendiamoci, ci sono anche un sacco di difetti. Non si trova la mozzarella di bufala, per esempio."

Se ti interessa, ne puoi leggere un estratto qui, se lo vuoi comprare, lo trovi in vendita qui 



Gira in rete anche un simpatico video riguardante la sfarzosa consegna del libro di Carlo "TRILOGIA DELLA REGATA"



Buon Vento



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Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
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Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
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venerdì 8 aprile 2016

Termini marinari: lettera B


Continuiamo la nostra serie di post dedicati alla conoscenza di tutti i termini marinari.



Continuiamo con i
Termini Marinari con la lettera B

Babordo: La parte sinistra della nave (guardando verso prua), opposto di tribordo. Il termine non è d'uso corrente nel gergo della marineria italiana, in cui si preferisce "sinistra".

Bacino: Il luogo ove si va a riparare o fare manutenzione alla carena.

Baffi: le onde sollevate dalla prua.

Baglio: elemento di rinforzo strutturale trasversale continuo che sorregge la coperta, per estensione si intende anche la larghezza dello scafo, in particolare il baglio massimo (baglio maestro) corrisponde alla massima larghezza dell'imbarcazione.

Bagnasciuga: parte compresa tra l'opera viva e l'opera morta.

Ballast: zavorra, sulle imbarcazioni da regata il "water ballast" è un sistema che consente, grazie a delle pompe, di spostare grandi quantità d'acqua all'interno di appositi serbatoi, sia in senso longitudinale che trasversale per ottenere il miglior assetto possibile dell'imbarcazione in qualsiasi andatura.

Balumina: il bordo di uscita di una vela.

Banchina: punto di attracco per lo scarico e carico di merci o imbarco e sbarco di passeggeri.

Barbotin: elemento dell'argano salpancore ove si ingranano le maglie della catena dell'ancora per  salparla. Il termine corrispondente in italiano è ruota a impronte.

Barcarizzo: scala retrattile che viene calata sulle murate per far salire o scendere qualcuno; per estensione di significato, la passerella che collega una barca al molo.

Barra: l'asta mediante la quale si dirige il timone. È fissata direttamente sulla testa dello stesso.

Base: il lato più basso della vela, compreso tra l'angolo di mura e l'angolo di bugna.

Bassofondo (o basso fondo): zona di mare con poca profondità.

Batimetrica: linea di uguale profondità.

Battagliola: ringhiera formata verticalmente da aste ed orizzontalmente da corde, cavi metallici o catenelle. 

Beccheggio: rotazione di un oggetto attorno all'asse trasversale. In un'imbarcazione, anche il movimento oscillatorio attorno a questo asse (le estremità dello scafo alternativamente si immergono ed escono dall'acqua).

Biscaglina, biscaggina o buscaggina: scaletta di corda con scalini in legno, chiamati tarozzi. Si appende al bordo della murata per far salire chi si è accostato. 

Bitta:

  • colonnetta di ferro o acciaio a forma di L rovesciata fissata sulle banchine dei moli per avvolgervi i cavi d'ormeggio.
  • elemento verticale solidamente fissato al ponte scoperto della nave che serve per tirare i cavi di ormeggio.Sulle imbarcazioni le piccole bitte sono più propriamente dette gallocce.

Boa: galleggiante ancorato al fondo, per ormeggio o segnalazione.

Boccaporto: apertura praticata sul ponte o sulla tuga per permettere l'aerazione e l'illuminazione dei locali sottostanti o per il carico dei materiali nelle stive. Sulla tuga delle barche a vela può essere scorrevole. Durante la navigazione i boccaporti per l'aerazione vengono chiusi, in maniera stagna, da robusti vetri o lastre di plastica trasparente per evitare l'ingresso indesiderato di acqua sottocoperta.

Bolina: andatura che consente alla barca a vela di risalire il vento mantenendo un angolo con il vento reale mediamente tra i 60º e i 37º.

Boma: trave in alluminio, legno o fibra di carbonio che sostiene la base della randa. Il boma è fissato all'albero tramite uno snodo detto trozza che consente al boma di modificare il suo orientamento rispetto all'albero.

Bompresso: antenna in alluminio, legno o carbonio fissato orizzontalmente alla prua della barca. Il bompresso viene utilizzato per murare vele come il gennaker. Nei vecchi velieri era un palo che sporgeva fortemente dalla prua.

Bonaccia: calma di vento.

Bordo:

  • il fianco della nave. Si dice "a bordo" (sulla nave), "fuori bordo" (al di fuori della nave, ma nelle immediate vicinanze), "sotto bordo" (sul molo/banchina in prossimità della nave), ed "entrobordo" (per i motori, in contrapposizione a "fuoribordo").
  • segmento retto percorso mantenendo le stesse mure al vento; tratto di percorso tra due cambi di direzione (virate e/o abbattute).

Borosa: cima (manovra corrente) atta a ridurre la superficie della randa esposta al vento quando questo diventa troppo forte. La manovra di riduzione è detta presa di terzaroli.

Bozza: ritenuta su un cavo o una catena.

Bozzello: nome generico delle carrucole in uso nella marina:

Braccio: il cavo che regola orizzontalmente un pennone. Sulle barche con armo moderno (bermudiano) è la manovra che regola orizzontalmente il tangone dello spinnaker.

Brancarelle: fori rinforzati, occhi o maniglie di cavo lungo le cadute delle vele, sulla stessa linea dei matafioni.

Briccole, o bricole: gruppi di pali piantati nei bassofondali, generalmente lagunari, per indicare la via navigabile.

Bugliolo: equivalente di secchio, recipiente adatto a contenere liquidi.

Bugna: angolo inferiore e posteriore della vela in cui vengono inferite le manovre o scotte.

Bulbo: Nelle moderne imbarcazioni a vela il bulbo è un siluro in materiale pesante (acciaio, piombo), posto al termine della pinna di deriva, con funzione principalmente di zavorra.

Burrasca: Termine che indica la forza del vento (non del mare), corrispondente a forza 8 della scala Beaufort, vento da 34 a 40 nodi con onde moderatamente alte. Le creste si rompono e formano spruzzi vorticosi che vengono risucchiati dal vento.

Bussola: strumento che indica sempre lo stesso punto di riferimento e che quindi permette di definire la direzione o il rilevamento.

Buttafuori: Anche noto come Jockey-Pole, è un corto braccio simile ad un tangone che viene usato per far sporgere qualche cosa fuori bordo; l'uso tipico è per evitare che il braccio dello spinnaker possa strisciare contro il sartiame.


Puntiamo alla accuratezza ed alla completezza, per questo Vi invitiamo tutti a correggerci eventuali inesattezze o omissioni.

Buon Vento



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mercoledì 6 aprile 2016

Parasail & Parasailor



Le vele delle barche attuali sono un concentrato di storia e tecnologia.
Sono molteplici le tipologie, i tipi di utilizzo, le forme ed anche i materiali utilizzati per la loro costruzione,  ma di questo abbiamo già parlato, oggi vogliamo parlare di un nuovo tipo di vele che sicuramente avranno un grande sviluppo nei prossimi tempi: i Parasailor.



Il Parasailor è una vela da andatura con vento portante, composta da una vela simmetrica tipo spinnaker con una apertura nel punto di massima pressione dell'aria, dietro cui è installata un'ala a cassoni (tipo kite). 

Questa vela è in grado di sfogare la pressione in eccesso e l'ala da un traino fisso a 45°rispetto all'orizzontale, ovvero con una componente di spinta verso l'alto che alleggerisce la prua. Il risultato è una vela che, garantendo altissime prestazioni velocistiche, ha ridotto (se non annullato) il rischio di strapoggia e straorza.
E' estremamente stabile e docile, stabilizza fortemente la barca (assicurando una drastica riduzione di beccheggio e rollio)  e la sua rotta e permette di usare il pilota automatico in sicurezza  facendolo lavorare in maniera affidabile senza alcuna pressione sul timone. 
Può essere usata anche con venti molto forti, garantendo dei gradi d'uso rispetto al vento mai raggiunti prima da vele portanti.



Più recentemente la ISTech, la stessa azienda che ha brevettato Parasilor, ha creato la nuova vela Parasail, che sfrutta lo stesso principio della prima, con la differenza di avere un ala non tridimensionale a cassoni ma a "pelle unica". Ciò riduce la forza della componente di spinta in verticale, ma risulta essere una vela più vivace soprattutto con venti leggeri.



Si pensa che in un prossimo futuro la metà di tutte le vele da poppa godranno del supporto di un' ala, in quanto sopratutto nelle andature al lasco,  garantiscono delle possibilità mai viste prima in termini di sicurezza e performance,  assicurando un nuovo piacere nella navigazione con il vento in poppa.



Se vuoi sapere tutto di Parasailor e Parasail leggiti le FAQ  

Se ti interessa, puoi leggere una comoda tabella di confronto tra Parasailor e Parasail e le altre tipologie di vele portanti. (in fondo alla pagina)

Buon Vento



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lunedì 4 aprile 2016

Termini marinari: lettera A


Abbiamo già presentato un dizionario dei termini marinari, in versione "light" adatto ad una lettura estiva da riposo,  ma adesso che stiamo per entrare nel pieno della nuova stagione velica, vogliamo di più, siamo pieni di energie, vogliamo conoscere tutti i termini marinari, ecco perché cominciamo con questo una nuova serie di post finalizzati alla conoscenza di tutti i termini marinari.
Sono molti, e quindi serviranno diversi post per presentarli tutti, e siccome puntiamo alla accuratezza ed alla completezza, Vi invitiamo tutti a correggerci eventuali inesattezze o omissioni.


Iniziamo con i
Termini Marinari con la lettera A

Abbattere: imprimere alla barca un movimento di rotazione orizzontale. Serve a prendere il vento dal lato opposto al precedente e, nell'evoluzione, la poppa viene posta nella direzione del vento stesso. E' tipico per le navi a vela, dopo aver salpato l'ancora, fare "l'abbattuta" per far prendere vento alle vele. E' detta anche virata di bordo in poppa (vedi anche strambare).

Abbisciare: adagiare una cima in ampie spire in modo da poterla poi svolgere agevolmente.

Abboccare: lo sbandare di una barca tanto da rasentare l'acqua con la falchetta o da farla entrare dentro. 

Abbordare: accostarsi con una imbarcazione ad altra imbarcazione.

Abbordo: collisione accidentale tra due navi o imbarcazioni. 

Abbrivare: imprimere una forza propulsiva ad una imbarcazione; accelerare il tanto da rendere la barca o la nave governabile con il timone.

Abbrivo, abbrivio: il procedere per inerzia di un'imbarcazione quando la spinta delle vele o del motore è terminata.

Accollo, a collo: si dice di una vela che si gonfia con la scotta di sopravvento cazzata. È una manovra che viene praticata, generalmente con il fiocco, per fermare un'imbarcazione (mettersi "alla cappa").

Accostare: 

  • dirigere la prua a dritta o a sinistra per far assumere alla barca la rotta desiderata. (es.: Accostare di 10 gradi a sinistra).
  • virare di bordo in prora
  • avvicinarsi ad un'altra imbarcazione o a una banchina.

Accostata: mutamento di rotta.

Addugliare: cogliere un cavo a spirale, avvolgendolo su sé stesso con giri chiamati duglie.

Afforcare: dare fondo a due ancore, una sulla sinistra e l'altra sulla dritta, in modo che le catene formino un angolo conveniente. Serve ad assicurare una buona tenuta in caso di maltempo.

Agghiaccio: tutto il sistema degli organi meccanici che trasmettono il movimento al timone. 

Aggottare: togliere l'acqua entrata in un'imbarcazione (anche sgottare).

Agguantare: smettere di far correre o di tirare un cavo (o una catena) tenendolo ben fermo. Si dice che agguanta di un'ancora che fa ben presa sul fondo. L'espressione agguanta una maglia sta per fermiamoci un attimo a riflettere.

Agugliotto: la parte maschio della cerniera del timone, solidamente fissata ad esso, che gli consente il sostegno allo specchio di poppa e la rotazione. L'agugliotto viene agganciato alla femminella nel montaggio del timone.

Alaggio: operazione con cui si tira in secco un'imbarcazione per farla svernare o per i lavori di manutenzione o di rimessaggio.

Alberare: alzare l'albero di un'imbarcazione assicurandolo con il sartiame. Il contrario è disalberare.

Alberatura: l'insieme degli alberi di una nave con tutti i loro accessori.

Albero: fusto quasi cilindrico di legno, di alluminio o altro materiale, sistemato in coperta, verticale che, sui velieri, sostiene le vele. Sussistono anche, per vario uso, sulle navi a propulsione meccanica.

Alla cappa: andatura precauzionale in caso di maltempo.

Alla fonda: equivalente di ancorata. Dopo aver dato fondo all'ancora una nave è all'ancora (per l'appunto), alla fonda, alla ruota o al rollo. Es. alla fonda in rada, alla fonda in porto.

Alla ruota: ancorati con una sola ancora. L'imbarcazione ruoterà nel suo campo di giro.

Allascare o lascare: lasciare o allentare (contrario di cazzare). Allascare la vela significa diminuire l'angolo d'incidenza, diminuendo la tensione sulla mano della vela. 

Allestimento: l'insieme di attrezzature ed impianti che vengono montati sullo scafo per rendere l'imbarcazione atta alla funzionalità operativa per cui è stata concepita.

Allineamento: nella navigazione, un particolare rilevamento nel quale due punti notevoli risultano allineati.

Allunamento: curvatura convessa di uno o di tutti i lati di una vela. Serve a conferire concavità alla vela, a renderla più o meno grassa. Una vela è piatta quando è tagliata con poco allunamento.

Al traverso: direzione perpendicolare all'asse longitudinale della nave

Altura, navigazione d'altura: navigazione in alto mare, ove non si scorge più la costa.

Amantiglio: manovra corrente, ovvero una cima, utilizzata per sostenere il boma finché la randa non è drizzata o durante la presa delle mani di terzaroli o per sollevare il tangone a prua dell'imbarcazione.

Ammainare: far muovere verso il basso. Generalmente si dice di un carico sospeso, di una vela, di una bandiera ecc.

Ammanigliare: unire tra loro con una falsa maglia o con una maniglia (grillo) due spezzoni di catena o di cavo metallico, o un cavo e la catena alla cicala dell'ancora, oppure all'anello di una boa di ormeggio.

Ammarrata: si dice di ancora (sul fondo) quando la cima o la catena si è impigliata su una marra, e tira quindi l'ancora in senso inverso al dovuto.

Ammiragliato: il più noto tipo di ancora

Àncora: oggetto dall'elevato peso e dalla particolare forma da poter trattenere l'imbarcazione una volta calato sul fondo per mezzo di una cima o di una catena. 

Ancora di posta: l'ancora che si tiene pronta all'uso, cioè di servizio, in contrapposizione a quella di riserva.

Ancora galleggiante: attrezzo che si rimorchia per frenare l'andatura in caso di maltempo.

Ancoraggio: specchio d'acqua al riparo dai venti e ridossato dal mare, con fondo buon tenitore, dove una nave o un'imbarcazione possono restare alla fonda senza rischi.

Ancorarsi: assicurare la barca al fondo del mare per mezzo di un'ancora e della linea di ancoraggio (catena e/o cima).

Andatura: angolo formato dalla direzione del vento con la direzione della prua di una barca a vela. Direzione della barca rispetto alla direzione del vento.

Anemometro: strumento che misura la velocità del vento. Insieme al segnavento (che ne indica la direzione di provenienza) costituisce la stazione del vento.

Anodo sacrificale: placca di zinco applicata allo scafo metallico con il compito di consumarsi assorbendo le correnti vaganti preservando così dalla corrosione altre parti della nave.

Antivegetativa: speciale vernice che si applica sulla carena per ridurre l'attacco di alghe ed altre incrostazioni, quali i denti di cane.

A picco: in verticale.

Appennellare: rinforzare la tenuta di un'ancora che ha già fatto presa dando fondo a un'ancora più piccola, collegata al diamante della prima mediante un cavo o una catena.

Appennellata: dicesi di ancora filata appena fuori dalla cubìa, in modo che resti appesa alla catena. In questa posizione è pronta a dare fondo oppure ad essere lavata dal fango trascinato dal fondo quando la si è salpata.

Approdare: insieme delle manovre per avvicinarsi alla riva (proda) o alla spiaggia. 

Approvvigionamento: insieme delle operazioni per fornire un'imbarcazione di tutti i materiali necessari alla navigazione e alla manutenzione, nonché dei viveri e dell'acqua per l'equipaggio.

Arare: dicesi di un'ancora che non ha fatto presa e viene trascinata sul fondo. Succede per l'azione di un forte vento o della corrente o per l'eccessiva brevità del calumo.

Arenarsi: andare a impigliarsi con la chiglia in un basso fondo di sabbia o di fanghiglia. L'arenamento può essere accidentale o intenzionale.

Argano: macchinario per il sollevamento di carichi o trazione di funi o catene (es. dell'ancora). Più grosso di un verricello.

Armatore: colui che ha l'esercizio della nave, indipendentemente dell'essere o meno proprietario della nave.

Armamento, armo: descrizione dell'equipaggiamento necessario alla navigazione, che determina il tipo di imbarcazione e le sue capacità di  navigazione. Anche l'equipaggio di una imbarcazione.

Arridatoio: tenditore. Attrezzo impiegato per regolare la tensione delle manovre dormienti, sartie ecc. Il più comune, a doppia vite, viene anche chiamato tornichetto.

Assucare: stringere, portare a sé. 

Attraccare, attracco: accostare alla banchina ed ormeggiare.

Avaria: guasto, danno alla nave o al carico.

Avvisi ai naviganti: pubblicazione contenente le notizie utili alla navigazione. Gli avvisi urgenti vengono diramati anche via radio.

Avvistare: scorgere da lontano, riconoscendo l'oggetto visto.

Avvolgisagola: basetta a forma di H sulla quale si avvolge la sagola.

Azimut: direzione di un punto osservato rispetto al nord.


Buon Vento



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giovedì 31 marzo 2016

Consulenza per acquisto o vendita barca a vela


La vela è la tua passione, hai fatto i corsi, le uscite, hai fatto le tue prove con il charter, però non ti basta più, adesso vuoi fare un passo avanti, hai deciso di acquistare una barca a vela!
E' un bel passo, molto bello da compiere, ma anche impegnativo e non privo di preoccupazioni. Sei sicuro di volerlo fare da solo? Lasciati aiutare, siamo qui apposta. 
Ti abbiamo già fornito molte indicazioni con diversi post dedicati all' argomento acquisto di una barca a vela, ma possiamo fare molto di più, possiamo fornirti una consulenza completa per l'acquisto 


Anni di esperienza passati ad accontentare i bisogni degli armatori, ci ha consentito di sviluppare le conoscenze e la sensibilità necessarie per guidarti nella scelta più giusta per le tue esigenze.

La nostra consulenza spazia a 360° e non si esaurisce al momento dell' acquisto, infatti possiamo venirti in aiuto anche nel caso tu voglia vendere, cosa che spesso risulta più difficile di quello che potrebbe sembrare.

Insomma, possiamo accompagnarti dal momento dell’acquisto a quello della vendita, garantendoti per tutto questo periodo, un servizio di assistenza e consulenza ineccepibile.
Tu non devi fare altro che contattarci ed esprimerci le tue problematiche, ti daremo sicuramente un valido aiuto per risolverle positivamente.

Buon Vento



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martedì 29 marzo 2016

Terzo quiz nautico


Visto che un po di ripasso non fa mai male, continuiamo,  la nostra serie di post contenenti quiz di cultura marinara e vela. Perché non provi? Vediamo come te la cavi, se ti sei "arrugginito" o hai ancora tutto fresco in mente.

Dov'e' l'intruso?
Paterazzo, strallo, sartia, crocetta
Bulbo, deriva, landa, timone
Candeliere, pulpito, draglia, battagliola
Dov'e' l'intruso?
Angolo di penna, angolo di mura, bugna
Inferitura, base, balumina
Trinchetto, maestro, tangone
L'amantiglio e':
L'ammiraglio di un piccolo flottiglio
La cima che sostiene il boma
Un tipo particolare di nodo
C'e' un estraneo tra questi nodi:
Bandiera, capuccino
Gassa d'amante, passante
Piano, bozzello
L'angolo morto e':
La direzione verso la quale non si puo' navigare a causa del vento opposto
Un angolo del tringolo delle Bermuda
L'angolo non usato della vela
Marconi, latina, quadra: stiamo parlando di...
Andature
Vele
Onde radio
La lunghezza della cima fissata all'ancora:
Da 3 a 5 volte la profondita'
Dipende dal peso dell'ancora
Due volte la profondita'
Le andature: qual'e' l'ordine corretto?
Quello alfabetico!
Poppa, lasco, traverso, bolina
Traverso, bolina, lasco, poppa
Doppino ...:
Doppiare (che significa oltrepassare) un'isola di piccole dimensioni
Parte terminale della scotta della randa che termina in doppio
Passare la cima all'ormeggio in doppio
Due alberi, quello di mezzana a poppavia del timone, stiamo parlando di ...
Yawl
Ketch
Yatch
Goletta



Buon Vento



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venerdì 25 marzo 2016

Buona Pasqua 2016


I 
nostri 
più sentiti
auguri a tutti,
di una Buona 
Pasqua 
2016


Buon Vento ... e Buona Pasqua!



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