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mercoledì 27 luglio 2016

In barca sempre con le scarpe (giuste) ai piedi!


Nella visione comune si tende a pensare, soprattutto per chi usa la barca solo nei periodi estivi, che a bordo si cammini a piedi scalzi. Per non rovinare la coperta, per non rovinare il teak e le varie superfici. E' una idea sbagliata e pericolosa ed ora spiegheremo il perché in barca le calzature sono molto importanti.



Tanti ostacoli sui quali farsi male
Le barche a vela, sono piene di ostacoli sui quali si può inciampare con dolorosissime conseguenze. Il trasto della randa, i bozzelli in coperta, il teak che scotta, l’antisdrucciolo: sono solo una piccola parte delle cose che possono procurarci dolori più o meno grandi e inattesi. Inoltre in caso di superficie bagnata non è detto che il piede nudo riesca ad avere una buona presa, anzi...



Perché le scarpe aperte non vanno bene
Le infradito, i sandali estivi tengono fresco il piede, ma sarebbe quasi come camminare scalzi dal punto di vista del risultato. Le parti più sensibili agli incidenti di bordo sono le dita dei piedi, molto delicate ed estremamente dolorose in caso di impatto. Le scarpe aperte infatti non proteggono il alcun modo le dita e sarebbe del tutto inutile indossarle, anche perché molto spesso non hanno una suola adatta alle superfici della barca.



Quali sono le scarpe migliori?
Le scarpe che usiamo a terra, specialmente se hanno la suola intagliata, non vanno bene, in quanto porterebbero a bordo sporcizia e soprattutto sassolini incastrati tra gli intagli, che danneggerebbero la vetroresina della coperta e ancor più grave la scala che scende e il pagliolato della dinette e delle cabine che sono in legno pregiato.



Esistono scarpe da barca per ogni stagione, quelle estive in particolare sono ad alta traspirabilità e lasciano il piede fresco e asciutto, ma soprattutto integro e sano in caso di inciampi. Le cose importanti da valutare quando si compra una scarpa da barca sono la suola, che deve essere adatta a lavorare su superfici bagnate, possibilmente bianca per non lasciare segni sulla coperta delle barche che per la stragrande maggioranza sono appunto di quel colore, la traspirabilità e il materiale in cui sono fatte.



Quindi il consiglio è questo: in barca sempre con le scarpe (giuste) ai piedi! Perderai (forse) un po di sensazione di libertà, ma non rischierai di rovinarti la tua vacanza per un inciampo!

Buon Vento



Centro Italia Vela S.r.l.
Viale delle Milizie, 9 00192 Roma
Tel. 3356329180
Email info@centroitaliavela.it


Dott. Massimo Francesco Schina 
Ufficiale di Navigazione del Diporto
Comandante Navi del Diporto
Esperto Velista FIV
Istruttore I Livello Yacht e/o Monotipi a Chiglia FIV

lunedì 30 maggio 2016

Accessori che hanno cambiato il modo di andare a vela

Oggi parliamo di alcuni accessori che hanno cambiato, (o che stanno cambiando) il modo di andare in barca a vela. 
Dal winch al pilota automatico, dal lazy-jack alle app per la navigazione. Tutto all insegna della comodità.
Eccovi un rapido elenco:



AUTOPILOTA
Una rivoluzione in termini di comodità avvenuta negli anni ’90: tutti possono navigare in tranquillità anche con equipaggio estremamente ridotto.



WINCH SELF-TAILING
La vera rivoluzione del winch è stata il self-tailing: cazzare le vele è diventato possibile anche per un uomo solo.

GPS
Prima si usavano le carte, poi il Loran-C (con il suo sistema di triangolazione). Ora con i GPS calcolare rotta e posizione è un gioco da ragazzi.

AIS
Per essere visti in mare, con il Radar, c’era bisogno di riflettori. Ora l’AIS vi permette di vedere e rendervi visibili a qualsiasi barca dotata dello stesso sistema.



ROLLAFIOCCO
Apparve per la prima volta nel 1980 alla OSTAR, montato sul trimarano dell’anziano Phil Weld, che vinse. Da allora si è diffuso su ogni tipo di barca.

VELE A FIBRE ORIENTATE
Come si poteva far rendere una vela al 100%? Abbandonando i ferzi in favore delle fibre orientate per mantenere carichi e forma.

TABLET E SMARTPHONE
Grazie alle app di navigazione e a quelle che li tramutano in controlli remoti degli strumenti, a bordo se ne vedono sempre di più.

ELICA DI PRUA
In manovra l’abbrivio era tutto: ma grazie al elica di prua la barca ruota sul suo asse e necessita di poco spazio. Tutti ormeggiatori provetti!



RANDA STECCATA E LAZY JACK
Randa full-batten
e lazy-jack. In crociera issare e ammainare la vele è diventato facilissimo, a tal punto da poterlo fare da soli!


ASIMMETRICI
Una sola scotta, punto di mura fisso, niente tangone. Gennaker e asimmetrici non potevano non diffondersi nel mondo della crociera!

Buon Vento



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venerdì 26 febbraio 2016

TAG Heuer VELAFestival 2016



Dopo il grande successo delle prime tre edizioni,   da giovedì 5 a domenica 8 maggio 2016, torna il “TAG Heuer VELAFestival”, che anche quest'anno sarà ospitato a Santa Margherita Ligure.

Se pensi che sia un evento mondano, scordatelo, se pensi sia solo un salone nautico sei fuori rotta. Il Festival della Vela è una manifestazione per appassionati, come se ne fanno in tutto il mondo, organizzata dal Giornale della Vela.  



Un momento dove appassionati, espositori, professionisti, marinai si ritrovano per parlare la stessa lingua, quella della passione per il mare e per la vela. Una festa nel cuore di un porto vero dove protagonisti sono le barche, gli accessori e i marinai presentati da chi li conosce bene. 



Un porto ideale dove, come in uno yacht club, ti fermi anche per scambiare quattro chiacchiere davanti ad un buon bicchiere, vedere un eccitante video, visitare una mostra, partecipare a un evento, conoscere un marinaio che ha qualcosa da raccontarti, incontrare i velisti dell’anno. 



Anche quest'anno un occasione di provare l'ebrezza della competizione con la TAG Heuer CUP 2016: la  veleggiata competitiva  a classifiche separate full / vele bianche (no Spinnaker no Gennaker) aperta a tutte le barche cabinate e non (derive) in cui è anche possibile trovare imbarchi singoli (tramite società di noleggio selezionate). 
La regata si terrà Sabato 7 maggio nella cornice dello splendido Golfo del Tigullio, con passaggio davanti a Portofino con partenza e arrivo davanti alle rive di Santa Margherita.

Quest'anno c'è anche una nuova iniziativa: #plasticfantastic : un tributo alle barche in vetroresina costruite tra gli anni 60 e il 1995 e che avrà luogo durante i quattro giorni della manifestazione.  50 anni fa infatti è stata costruita la prima barca in vetroresina di serie. Il VELAFestival festeggia questo momento storico con #plasticfantastic. Un tributo che vuole far diventare CULT, come lo meritano, migliaia di barche in vetroresina costruite tra la fine degli anni 60 e la metà degli anni 90 e rispettose del disegno iniziale del progettista.





DOVE SI SVOLGE LA MANIFESTAZIONE:
A Santa Margherita Ligure  sul lungomare e la Calata del Porto.

Indirizzo: Calata del Porto 16038 Santa Margherita Ligure GE.

QUANDO SI SVOLGE
Da giovedì 5 maggio a domenica 8 maggio.

A CHE ORA
L’area espositiva è aperta ogni giorno dalle 10.00 alle 19.00 (giovedì  apertura ore 12, sabato chiusura ore 23.30, domenica chiusura ore 18). 
Ogni sera eventi dalle 18,30.

BIGLIETTI E PREZZI
Prezzo ingresso: gratuito.

Se vuoi sapere tutto della manifestazione, vai sul sito o sulla pagina Facebook.


Buon Vento



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mercoledì 16 dicembre 2015

Regali di Natale x Velisti


Manca davvero poco a Natale, e come tutti gli anni è arrivato il momento dei regali che spesso unisce al piacere di donare anche l'incertezza sul successo che il nostro regalo riscuoterà. Spesso per taluni è anche un momento di stress, specie se si è a corto di idee su cosa regalare ai nostri cari...

Beh se questo è il caso tuo, ed il "caro" in questione è un velista, ecco un piccolo aiuto da parte nostra.



Se vuoi aggiungere sotto l’albero un pacchetto per un appassionato di Vela, ed hai in mente un regalo “fashion” potresti puntare su un paio di mocassini da barca con suola in gomma bianca e lacci di cuoio. Esistono anche molti altri modelli  waterproof, scarpe drenanti, stivaletti in neoprene... Un altra idea interessante sono le polo in tactel, una microfibra leggera, morbida e traforata. 



Anche un set di borsoni in canvas potrebbe essere un regalo gradito. - In barca sono assolutamente vietati i trolley rigidi che occupano prezioso spazio nelle stive.

Per l'acquisto il sito che fa per te, è CrewCollection.it, specializzato nella vendita online di capi d’abbigliamento tecnico e accessori per la barca . E’ possibile scegliere tra oltre 150 articoli per uomo, donna e bambino, (ognuno in assortimento taglia/colore) per creare l’abbigliamento esclusivo e su misura per tutto l’equipaggio.



Ovviamente non dovresti restringere la scelta al solo abbigliamento: Il necessaire della vita in barca si articola in tantissimi accessori indispensabili da tenere sempre in stiva. Un'idea potrebbe essere un kit “ago e filo” per cucire uno strappo o un punto di cucitura saltato. In un Kit completo non devono mancare aghi con crune e lunghezze di varia misura (compreso l’ago da sellaio, lungo e flessibile), un paio di lesine con manico a vite, una pinza a fustella e delle matasse di filo in poliestere.

Inoltre in barca sono molto utili anche le reti da mettere fuoribordo per pulire le stoviglie, rigorosamente in melamina o policarbonato.




In barca sono sempre utili i coltelli ma gli scaramantici non amano regalare o ricevere alcun tipo di lama.  Una soluzione che aggiri la superstizione è quella di farsi dare in contropartita qualche centesimo di euro, così il coltello non viene regalato ma “comprato”. 

Di accessori nautici non c’è che l’imbarazzo della scelta a meno di sapere a cosa serve e se fa al caso di chi riceve il regalo. Ci sono i Gps di ultima generazione che rilevano la posizione della barca in tre punti,le carte nautiche 3d con community web...


Infine per quei Velisti che hanno più tempo x leggere che per navigare :-( un regalo sempre gradito può essere un abbonamento ad una rivista di Vela oppure un bel Libro.

Se non hai ancora deciso, puoi trovare innumerevoli altre idee su NauticPlace il grande portale di e-commerce nautico, sul sito Il Marinaio NautiStore.
oppure  alla Libreria Internazionale "Il Mare" ( in questo caso ti consiglio -se puoi - di andarci di persona che ne vale assolutamente la pena in quanto non è una libreria qualunque, quanto un Bazar marino).



Se invece piuttosto che un oggetto vorresti regalare un emozione, abbiamo quello che fa per te: il nostro coupon per un sogno di vela.


Buon Vento



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martedì 25 agosto 2015

Grippia e grippiale


Continuiamo la nostra serie di post dedicati a piccoli argomenti pratici il cui ripasso può risultare spesso utile: oggi ripasseremo l' uso della grippia e del grippiale*.

Da Wikipedia* "Talvolta per riuscire a liberare l'ancora rimasta incastrata nel fondale (roccia o catenaria sono le cause più comuni) è necessario usare la grippia o "grippa", cioè una sagola (cima) legata al diamante dell'ancora, con la quale si può spedare l'ancora al rovescio e facilitarne il recupero. Essa può essere usata o meno con il grippiale o "grippale", un gavitello cui viene legato il capo libero della grippia".




Scendiamo un po nel dettaglio, vediamo di cosa si tratta:
  • La GRIPPIA è un cavo, tutto in cima o tutto in catena o anche misto, collegato al diamante dell'ancora. 
  • Il GRIPPIALE è invece un gavitello, che può esserci o meno, e nel caso si trova legato alla grippia di cui sopra. Codesto gavitello può realizzarsi con qualsiasi mezzo galleggiante di dimensioni adatte (un piccolo parabordo piuttosto che un galleggiante da pesca, se non addirittura apposite boette in commercio con tanto di impressa la scritta ANCHOR, per dissuadere eventuali nuovi arrivati in baia da adoperarlo a loro volta come boa d'ormeggio!), tuttavia la sua presenza non è essenziale, nel senso che si può ugualmente far uso della Grippia, riportando piuttosto questa a bordo da prua. 
Pro/contro della Grippia
La Grippia si usa per godere del'impagabile vantaggio di garantire una rapida spedata dell'ancora in quelle condizioni di fondale laddove questa possa presumibilmente impigliarsi, caso emblematico i fondali di rocce multiformi (ed i peggiori sono quelli conformati con grossi massi): come dire, che in tutti i casi che codesto rischio si presenti in base all'esperienza dello skipper e la sua conoscenza dei luoghi, sarà utile la decisione da parte sua di predisporre la grippia già in fase di ancoraggio. 

La manovra sarà quella classica consistente nel dar fondo fermandosi con il vento in prua, dopo avere preparato a bordo l'ancora principale appennellata fuori bordo sopra la superficie dell'acqua, e la grippia (cima o catena) ammanigliata al diamante dell'ancora principale e poi che faccia via in chiaro riportata a bordo, e abbisciata sempre in chiaro sulla prua, di fianco al pozzetto dell'ancora principale; si darà poi fondo, filando la grippia in anticipo se dotata di suo grippiale, piuttosto che filandola concordemente alla linea di ancoraggio principale se si adotta il sistema di rinviarla a sua volta a bordo. 

Pro/contro del Grippiale
La boetta di segnalazione è assai intrigante, e indubbiamente molti skipper la usano anche per dar dimostrazione delle proprie arti marinaresche, ma in sè presenta una serie di inconvenienti non di poco conto. Prima di tutto in rade molto affollate rischia di invadere lo spazio di giro d'àncora altrui, e di per sè è poco cortese privare di spazio per l'altrui ancoraggio; in più, nell'eventualità di una salpata generale in emergenza, magari durante le ore notturne, la stessa boetta potrebbe non esser vista e finire aggrovigliata nelle eliche altrui, con le immaginabili conseguenze anche gravi, e tacendo delle relative responsabilità. 
Nel caso opposto, invece, di stanca assoluta di vento, con le barche che inizino a girare sull'ancora non più in fase, lo stesso gavitello potrebbe urtare il proprio scafo o gli altri, e dar disturbo. 

Sicuramente è comodo avere sempre l'indicazione visiva della posizione della propria ancora, anche a beneficio dei terzi, ma codesta manovra non deve essere abusata fino ad interferire con le manovre altrui: ciò per dire che il Grippiale va usato ("aggiunto") solo e soltanto quando è fondamentale segnalare la posizione della propria ancora. 

Come in porto, dove ciascuno sceglie un calumo differente, e non è semplice da valutare a vista, dalla sola inclinazione della catena sugli altrui musoni, l'esatta posizione delle linee d'ancoraggio. Inoltre nei porti la presenza di rifiuti sul fondo, prima di tutto vecchie ancore abbandonate, può aumentare il rischi di impiglio. 

In baia invece, laddove gli ormeggi sono pressoché paralleli al vento, è più semplice trovare indicazioni visuali sia delle posizioni delle linee d'ancoraggio già stese, che anche delle relative lunghezze. E' ovvio che in questo caso il grippiale di segnalazione può solo costituire un intralcio, senza considerare neppure la possibilità scortese che qualcuno possa adoperarlo di proposito per tenere a distanza le altre imbarcazioni alla fonda! 

Se poi ci sono ancora dubbi, guardati a spiegazione di Davide Besana



Se infine vuoi sapere veramente tutto dell'uso della grippia e del grippiale, leggi questo bellissimo articolo.

Buon Vento



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venerdì 14 agosto 2015

Fare il nodo parlato

Continuiamo la nostra serie di post dedicati a piccoli argomenti pratici il cui ripasso può risultare spesso utile: oggi ripasseremo come fare il nodo parlato.

Il nodo parlato è di facile esecuzione. È ideale per assicurare la cima del parabordo alla draglia, ma può essere usato anche per legare una cima a una bitta d’ormeggio, purché temporaneamente, in questo caso, infatti, se il tiro cambia direzione il nodo si può sciogliere. 

Ecco come eseguire il nodo parlato alla perfezione in quattro passi semplici e veloci.



  1. Dopo esserci assicurati che il parabordo sia posto alla altezza giusta della murata, facciamo passare la cima sulla draglia, dell’esterno verso l’interno. 
  2. Quindi, blocchiamo con una mano la cima poggiata sul lato esterno, facciamo un giro e incrociamo il corrente da sinistra verso destra.

  3. Tenendo fermo il dormiente sulla draglia facciamo un giro col corrente intorno al cavo di acciaio. Ora il corrente è al interno.
  4. A questo punto dobbiamo passare il corrente fra la draglia e l’ultimo giro fatto intorno al cavo di acciaio, dal basso verso l’alto ed il gioco è fatto.


Di seguito un video che lo spiega in maniera ancora più semplice




Buon Vento



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venerdì 7 agosto 2015

Addugliare una cima

Cominciamo una serie di post dedicati a piccoli argomenti pratici il cui ripasso può risultare spesso utile: oggi ripasseremo come addugliare una cima.

In regata o durante una crociera, mantenere il pozzetto in ordine è fondamentale non solo perché una coperta pulita consente di muoverci facilmente, ma perché quando ci serve una cima non è mai al suo posto, quindi è bene sempre riporla nel suo gavone. 
Vediamo, allora, come si adduglia una cima.



Iniziamo ad addugliare la cima esercitando con la mano una torsione, seguendo il verso della cima, fra indice e pollice.





Non addugliamo l’intera cima, ma lasciamone libera circa un metro per avvolgerla intorno alla matassa almeno un paio di volte.



Adesso non rimane che formare un doppino facendolo passare all’interno della matassa, 


lasciando libera un po’ di cima per farla passare successivamente nel doppino stesso e stringere.
Il gioco è fatto, adesso non resta che riporre la cima nel suo gavone, dove la troveremo facilmente e pronta all'uso nel momento che ci servirà.

Buon Vento.



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martedì 4 agosto 2015

App utili

Ti  stai apprestando a partire per la tanto agognata crociera in barca a vela?

Ecco un piccolo regalino da parte nostra: 4 App che possono risultare molto utili a bordo. 



Allarme di ancoraggio 

L’applicazione, trasforma lo smartPhone in un apparato per l’allarme ancora. E' molto semplice da usare: su di una mappa si stabilisce la posizione dell’ancora e l’app, lavorando sul GPS, ci avverte nel caso questa si sposti dalla sua posizione.
E' veramente comoda, precisa e di utilizzo intuitivo. Molto comodo il fatto di poter spostare la posizione dell'ancora, anche dopo aver memorizzato il punto d'ancoraggio. E' anche possibilie inserire il punto d'ancoraggio (e quindi il centro della ruota) con calma dopo aver ormeggiato. 
L'unica pecca: la mancanza della possibilità di sorvegliare non semplicemente un cerchio, ma magari anche solo un settore circolare, cosi' da essere avvisati quando il vento gira e non solo quando "ara".


Wind Allert
Per conoscere che tipo di vento c’è nella zona in cui si naviga, la sua intensità e l’immediata evoluzione, si può consultare Wind Allert. L'App si basa su di una fitta rete di stazioni meteo dislocate in 50.000 punti diversi del pianeta e crea costantemente una mappa dei venti. La Weather Flow, società che ha sviluppato l’app, propone anche un app per i velisti, Sail Flow.



Animated Knots
Un app semplice ed efficace che mostra, attraverso animazioni, come si fanno i princpali nodi marinari.



Skyview
App che ci permette di conoscere le stelle che si trovano nel punto in cui ci troviamo. Una volta installato Skyview è sufficiente puntare lo smartphone verso il cielo e l’app segnalerà i nomi e traccerà le linee che formano le costellazioni.

Buon Vento



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venerdì 3 luglio 2015

SailRacer, l'app che aiuta a decidere in regata


Viene dalla fredda Lituania, sul mar Baltico, un interessante App per Apple e Android, che può aiutare a vincere quando si è in regata. 

SailRacer, di  supporto agli strumenti di bordo, è stata progettata per aiutare il tattico a prendere decisioni veloci sul campo di regata .

Prima della partenza della regata si inseriscono nel device alcune informazioni base, che il software dell'app analizza in modo da fornire un supporto nel corso della regata.



Le principali funzioni di SailRacer sono quelle di portarci al momento della partenza nella posizione migliore possibile al massimo della velocità; aiuta a passare la boa nel miglior modo possibile tenendo conto del vento e della corrente; fornisce indicazioni sulle performance della barca che confronta con le sue polari e aiuta l'equipaggio ad ottimizzarle.

L'App può incorporare i dati NMEA per utilizzarli per fornire le sue informazioni.



UAB SailRacer, la società che ha realizzato l'app, ha realizzato anche WindGame,  un simulatore di virate, basato sulle oscillazioni reali del vento prese dalla stazione meteo ultrasonica della Nanny Cay Marina delle Isole Vergini Britanniche.

Destinato a creare dipendenza permette all’utente di virare sui buoni e gli scarsi per tentare di battere il proprio avversario.

La tua barca è quella rossa, per virare clicca sul pulsante “Tack” in fondo alla schermata.




Clicca qui per iniziare a giocare e mettiti alla prova!


Buon Vento



Centro Italia Vela
Via Donatello, 20 00196 Roma
Tel. 3356329180


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